Jan & Riet Wervers
Jan & Riet Wervers wonen sinds 1980 op kasteel Malgolo, in het dorp wat ook Malgolo heet, een fraktie van Romeno. Het dorp ligt in het bovenste deel van de Val di Non, het dal waar de rivier Noce loopt. Cles en Fondo zijn de grootste dorpen in de omgeving waarbij gezegd moet worden dat Cles eigenlijk al een klein stadje begint te worden. Dit gebied is een deel van noord Italie en word Trentino / Alto Adige / Südtirol genoemd. Het bestaat uit de twee autonome provincies Bolzano en Trento, respectivelijk het Duitse en het Italiaanse deel.

Some Italian HISTORY about this castle
C'era un maso a MALGOLO, di proprietà di un Boninsegna, notaio. Lo acquistarono nel 1425 i fratelli Gerardo e Antonio Concini di Casez. La famiglia era oriunda da Tuenno, trasformò quel maso e ne fece un gran bel castello residenziale. L'ultima e unica erede Bona passò in matrimonio con un Betta di Riva del Garda e a Malgolo subentrò il nuovo castellano, nel 1569. Venuta meno anche quella famiglia, vi si instaurarono alcune famiglie di contadini che lo vendettero al barone e capitano Raffaele Concini che ne migliorò la struttura. Dal 1923 appartiene alla famiglia del conte Camillo Premoli di Crema.

Nella panoramica dei castelli sorpradescritti troviamo tante memorie del potere e della ricchezza, ma non da meno il travaglio delle lotte secolari, delle faide e degli inganni per dominare o per sopravvivere tra le prevalenze o le sconfitte. Tutto era iniziato con l'affacciarsi in Valle dei conti di Tirolo con lo scopo di imporsi sul Principe vescovo: e fu guerra con alleanze e contrasti tra i castelli fin dal 1255, cui subentrò la pace del 1302 ed anche una ripresa più cattiva nel 1336 che vide incendi e distruzioni a Coredo Dambel Sanzeno e Romeno, fino al 1371.

Si ribellarono le popolazioni e nel 1407 ci fu una sollevazione di massa contro le angherie dei castellani, dei Capitani e dei Vicedomini che opprimevano i paesi con imposizioni pesanti per trarne tanto denaro con il quale armare la guerra. Si giunse alla insurrezione armata del 1477, allorché i contadini confluirono a migliaia a Sanzeno per liberarsi del capitano Nicolò dei conti Firmian che, per sua fortuna, era assente per un impegno fuori Valle.

Da quelle guerre nacque e n'ebbe vantaggio la nuova nobiltà gentile, ma n'ebbero agevolazioni anche le popolazioni. Vediamo come. Sia i conti di Tirolo che il Principe Vescovo s'erano preoccupati di promuovere tra i sudditi il convincimento delle proprie ragioni di potestà sulla Valle, servendosi capillarmente di persone sagge di buona reputazione nei singoli paesi, commercianti e notai o bravi artigiani e contadini che fossero; i quali influirono non poco nel dimostrare alla gente l'opportunità di sostenere le legittimità del Principe di Trento o del Conte di Tirolo a seconda delle convinzioni.

N'ebbero in cambio il titolo di nobiltà con tutti i privilegi e vantaggi per trarne prestigio e ricchezza. A loro volta le popolazioni n'ebbero, dalla "Carta dei Privilegi degli Uomini delle Valli di Non e di Sole" emanata dal Pr. vesc. Giorgio di Lichtenstein, un più umano modello di vita: la garanzia di emancipazione dalla servitù verso una democratica convivenza con proprio autonomo ordinamento, il quale avrebbe dato avvio alle famose Carte di Regola.




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